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L'Ira dell'Agnello - L'Uomo, l'Amore e la Morte / Reviews

IT - Recensione su Advent Gore

Giulio è il nome del ragazzo che si cela dietro il nome de "L'ira dell'Agnello", un progetto essenzialmente neofolk il quale si attorciglia come un serpente attorno alle sue sensazioni, paure, gioie, ansie, deliri, visioni, meditazioni. Il suo primo lavoro "L'Uomo, l'Amore e la Morte" è particolarmente caldo, colmo di atmosfera impregnata di un'oppiacea dolcezza. Ma il miele che sgorga da questa barattolo di emozioni non è scandito semplicemente dalle corde della sua chitarra classica e dalla sua voce personalmente elaborata, certo, principalmente si tratta di un'opera non sofisticata, però l'aggiunta di effetti, la modificazione della voce, i vari inserti di parti di film, cartoons o quantaltro contribuiscono a permeare il tutto da una vivace composizione e scrittura. Una nota su questi ultimi aspetti: è tutto fatto in casa, un elogio quindi al lavoro pulitissimo e cristallino svolto nel piccolo di un'artista. Tracce particolari come l'"Apocalisse dei Cartoni" con in sottofondo suoni presi da varie produzioni cartoonesche sprigionano l'anima giocosa di questo ragazzo e la sua sperimentazione si fa forte con "Faccia di Cuoio" dove abbiamo addirittura una motosega che sembra scuarciare il nostro stereo, motosega ovviamente preceduta da una ragazza che scappa come una forsennata, che fugge in preda al terrore dal titolo della canzone, Il Mostro. La enorme "Rigor Mortis" è la traccia a mio avviso più pesante, si tratta del racconto più surreale e fantastico dell'intera produzione, delineato dalla voce un pò troppo fastidiosamente modificata di Giulio, questo tipo di lavoro lo troviamo anche in "Rame"e "Teneretenebre" (tra le canzoni che al primo ascolto consentono davvero di capire l'album che si sta ascoltando). Ci imbattiamo anche in "Saturno" canzone quasi post-rock che richiama sogni struggenti, che folgorano la memoria e distruggono la concezione di calma. Una delle mie favole preferite è raccontata da Giulio ne "Il Vento (161007)", l'apocalisse annunciata dalle sue note flebili, il vento portatore e narratore, l'agnello protettore. L'estraniazione guida tutto "L'Uomo, l'Amore e la Morte", slega letteralmente le nostri menti attaccate alla Terra e le liberano in un cielo terribile, un paradiso fatto da nuvole di non-verità ed un purgatorio di confessioni, un inferno di favole nel quale veniamo costretti ad immergerci e dal quale ne usciamo soltanto troppo tardi. Un'opera lunga, che a fine ascolto si sarà rivelata pesante, piena di troppe emozioni, un'opera che conclude non una delle tante prive di qualsiasi fine. Giulio ce l'ha fatta, con un album suo e molto più che buono, un inchino. L'album [un doppio CD in digipack costituito interamente da materiale riciclato al 100%] uscirà ufficialmente il primo novembre per via Frohike Records, l'unica etichetta coinvolta; la parte grafica è a cura di Mangrovia.

 

IT - Recensione su Delere mundi

Talvolta le scoperte più apprezzate sono quelle che non ti aspetti. Mi è successo quando ho ascoltato Ira dell'Agnello, un progetto di cui ho già parlato diverse volte in passato. Giulio, l'unico componente, ha saputo creare un piccolo mondo a parte in cui si viene inevitabilmente risucchiati ascoltando i suoi pezzi, una dimensione in cui la Musica evoca scene idilliache ad incorniciare un'allucinazione uditiva e visiva. I testi trattano di argomenti tra i più disparati, passando da qualcosa di semplice ma con un significato intrinseco profondo [l'Uomo Che Cade] fino a puri monologhi di visioni e situazioni grottesche [Rigor Mortis]. Dal lato musicale, l'intero album presenta generalmente una melodia che accomuna tutti i pezzi, particolarizzati da un uso della chitarra ragionato ma al contempo passionale; tecnicamente Ira dell'Agnello si caratterizza per sonorità semplici ma comunque ben amalgamate tra loro, con risultati piacevoli e d'effetto. Il disco si staglia, come già detto, sul suono della chitarra di Giulio, talvolta accompagnata da orchestrazioni ed un piano a fare da sottofondo per i testi che si sviluppano di pari passo alle sezioni ritmiche. Da notare un importante uso di effetti sonori, sia che facciano da essenziale cornice al brano sia che ne accompagnino il tema principale o le parole stesse [Rigor Mortis], andando a rinvigorire quello strato onirico che avvolge l'Uomo, l'Amore e la Morte. Non mancano comunque le eccezioni, come "l'Apocalisse dei Cartoni", in cui sono presenti solo sample ripresi da puntate di cartoni animati, o citazioni cinematografiche inserite direttamente nei pezzi [bellissima la parte di "Faccia di Cuoio", ovviamente presa dal primo Non Aprite Quella Porta - The Texas Chainsaw Massacre del 1974]. In questa sua citata semplicità [effettiva o apparente che sia], l'album riesce a colpire grazie alle azzeccate afmosfere a metà tra il macabro ed il fiabesco, arricchite da linee vocali soffici, meditate, particolari. Nello specifico, voglio puntualizzare un dettaglio a riguardo della voce: ai primi ascolti si potrebbe storcere il naso, poiché il modo di cantare è piuttosto personale; stessa cosa può accadere con i pezzi "narrati", dove Giulio attraverso effetti e tonalità distorte piuttosto atipiche ci racconta storie di streghe e temi affini. Ecco, consiglio di soffermarsi più volte e riascoltare i pezzi ove ne sia il caso, perché sono sicuro che col tempo ed un ascolto attento si capirà che il tipo di voce usato è perfetto per il rispettivo aspetto musicale. Tuttavia questo disco non è esente da difetti, a mio personale parere: a parte la lunghezza dei brani [cito di nuovo Rigor Mortis, 20 minuti di monologo che seppur sia ben fatto ed intrigante temo che verrà messo in disparte dagli ascoltatori meno "pazientosi"], devo menzionare anche certe soluzioni vocali forse troppo forzate, che talvolta eccedono in tonalità troppo "sature" e lievi [ad esempio in Teneretenebre]. Tuttavia l'album rimane sicuramente un lavoro gradevole, ed anzi considerando che è un debut direi che ci si trova davanti ad un disco realmente ben riuscito, ed ascoltarlo in anteprima è stato un vero piacere. Giungendo alla conclusione di questo articolo, ricordo che l'album [un doppio CD in digipack costituito interamente da materiale riciclato al 100%] uscirà ufficialmente il primo novembre per via Frohike Records, l'unica etichetta coinvolta; la parte grafica è a cura di Mangrovia, di cui potete ammirare l'anteprima della copertina in apice a questo articolo. Non vi resta che attendere ed ascoltare "L'Uomo, l'Amore e la Morte" il prima possibile, vi stupirà.